Dr Ivano Hammarberg Ferri
medico oncologo e omotossicologo

Pane amore e glutine

PANCIA GONFIA, COLON IRRITABILE E STANCHEZZA CRONICA?
Quante volte e quante ancora ci siamo sentiti dire che le analisi del sangue vanno bene e che tutti i nostri piccoli, ma affezionati disturbi , quelli che non ci mollano e non ci danno mai tregua, sono di natura psicosomatica e o dovuti allo stress???
E quante volte ancora ci sentiremo dire che soffriamo di colon irritabile e che questa è la causa della nostra popò molliccia, brutta, maleodorante o del nostro gonfiore di pancia o della stipsi che di colpo ci massacrano ?
Si lo so la sto mettendo in chiave ironica, ci voglio ridere sopra …..perché altrimenti son dolori!
Alla fine nessuno ha voglia di parlare di dolore addominale, di alito pesante, di aria che preme per uscire e quanto altro ma, diciamoci la verità: a chi non è capitato o capita ancora di sentirsi a volte come una bottiglia di spumante pronta a esplodere e non sapere dove andare a nascondersi per mollare finalmente quell’aria che ci sta uccidendo?!
Diventiamo seri ed iniziamo a mettere due paletti alla mia ironia (guardate che ci son passato quindi so di cosa parlo! ) e dipaniamo un po’ di confusione.
Le cause del malfunzionamento dell’intestino e dell’intero apparato digerente, sono numerose e la prima cosa che desidero precisare è che, aldilà del tipo di approccio che userete per curarvi, è fondamentale che sia fatta una diagnosi corretta. Troppo spesso mi capita di conoscere pazienti in studio che hanno una ormai vecchia storia di “colon irritabile” e che non sanno più cosa fare. E quanti con l’intestino tenue dolorante e gonfio?
Un grande clinico diceva che la diagnosi di colon irritabile si fa solo dopo aver escluso tutte le altre possibili patologie e raccomandava di eseguire una colonscopia per avere una diagnosi di certezza. Se siate tutti concordi a farvi una colon non saprei, ma so che se il colon è stato definito irritabile dovremo sicuramente porci una domanda molto importante: chi lo irrita?
Sembra una banalità ma vista la complessità del nostro intestino, di cui il colon è solo una porzione minima, circa un nono o un decimo della sua lunghezza, è proprio importante e fondamentale, in fase diagnostica, capire quali siano le spine irritative. I linguaggi di decodifica che si possono usare sono molteplici, un buon esame anamnestico che ricostruisca la storia di salute e malattia, seguito da una attenta esplorazione clinica della pancia e del suo comportamento è di certo un buon metodo. La valutazione della predisposizione ad ammalare che sia basata su di una visita omeopatica o ayurvedica o tradizionale cinese lo è altrettanto. L’esplorazione dei meridiani cinesi, la valutazione kinesiologica, la conoscenza vibratoria, una valutazione anche psicologica, son alcuni esempi di come possiamo interrogare la nostra pancia per sapere cosa non vada. E’ mia umile ma fondata opinione che ciascuno conosca esattamente la propria malattia e che ne conosca fattori scatenanti e cronicizzanti, semplicemente a volte c’è bisogno di dare un nome alle cose, ai cibi, alle emozioni, alle esperienze di vita e portare tutto ad un livello di maggiore consapevolezza. In altre parole a volte chiediamo aiuto per avere una diagnosi e sentirci dire ciò che interiormente sentivamo ma che a parole non esprimevamo! Vi racconto tutto ciò perché leggendo le righe che seguono non pensiate di essere tutti dei celiaci o degli intolleranti al glutine, ma che comprendiate che le cause del malfunzionamento son davvero numerose e vanno indagate con serietà e passione!
Passiamo adesso alla “GS” o sensibilità al glutine che è l’argomento che desidero affrontare con voi.
L’allergia al grano e la celiachia, son patologie note e ben documentate nel mondo medico, mentre recente è la acquisizione che il glutine possa provocare anche un’altra condizione patologica, molto ricca di sintomi e sfaccettata per gravità, che per ora è definita come “Gluten Sensitivity” tradotto in “sensibilità al glutine”.
Le tre patologie si distinguono nettamente tra di loro, per quadro istologico, per pool citochinico, per espressione genica, per quadro anticorpale, e anche se meno nettamente, anche per sintomatologia e tempi di reazione.
La causa sarebbe rappresentata da un eccessivo utilizzo di grani “iperconcimati” e che contengono quantità di glutine superiore del 12% della norma.
Il glutine viene dal grano, e in un paese come il nostro dove la pasta e il pane rappresentano una grandissima parte dell’alimentazione quotidiana, ne mangiamo grosse quantità.
La farina di grano contiene amido ( 64-74% ) e proteine ( 9-15% ) e tra queste principalmente glutenina e gliadina. Queste mescolate con acqua e per azione meccanica, attraverso l’impasto, formano il glutine.
Questo trattiene nelle sue maglie sia acqua che anidride carbonica di lievitazione e costituisce l’impalcatura del pane o pizza etc. Ecco perché la sua ricca presenza ci garantisce delle torte belle alte soffici e non secche!
Inoltre siccome le glutenine rendono l’impasto tenace ed elastico, mentre le gliadine lo rendono estensibile capite che la loro presenza e diversa percentuale caratterizza gli impasti, rendendoli più morbidi o più duri e gommosi o elastici. Capirete che il pizzaiolo che desidera una pizza sottilissima ed estensibile ( come mai riusciremo a farla a casa, ve lo assicuro), userà farine diverse dal pasticciere che ha bisogno invece di fare un pan di spagna bello alto e soffice.
Qual’ è il problema?
Che i grani da cui si traggono le magiche farine che ci fanno fare favolosi impasti sono stati modificati per aumentare artificialmente la quantità di glutine presente fino anche a tre volte la quantità che siamo abituati a reggere da millenni alimentandoci coi nostri grani, locali e naturali. Ancora una volta il problema è dovuto alla innaturalezza del nostro cibo, che sapientemente abbiamo modificato per il puro gusto dell’occhio e del palato dimenticando cosa sia la salute in termini di alimentazione!
Si intuisce da quanto detto all’inizio che avvengano dei cambiamenti nell’intestino, la comparsa di una infiammazione che cronicizza per l’uso cronico del glutine e che si accompagna ad un centinaio di sintomi diversi che possono essere presenti in modo e percentuale diversa, con una prevalenza di: nausea, gastralgia, cefalea, affaticamento, depressione, dolori muscolari, gonfiore addominale, acne, obesità, disturbi ormonali, instabilità fino a vertigine, e arrossamenti cutanei di vario genere.
Presente certamente in almeno il 6% degli italiani, ma i numeri crescono di giorno in giorno, la sensibilità al glutine potrebbe addirittura essere responsabile a lungo andare di ben altri problemi che un colon irritabile, seguito da varici emorroidarie, diverticolosi, sindrome da fatigue cronica, ma di artriti reattive di cui ancora oggi son sconosciuti i meccanismi patogenetici; in altre parole quella malattie “reumatiche” o dolorose similreumatiche di cui non si identificano marcatori specifici nel sangue….(mi vien da pensare ad esempio alla fibromialgia!).

Diagnosi
Nonostante la sensibilità al glutine sia una condizione patologica che può variare da molto lieve a molto grave e che ancora attende un perfetto inquadramento, presenta tutta una serie di caratteristiche specifiche per cui è diagnosticabile con relativa semplicità. La valutazione del quadro anticorpale ci può indirizzare verso la GS poiché quasi sempre troviamo anticorpi antigliadina positivi, mentre sono sempre antitransglutaminasi e antiendomisio negativi. Il test EAV può rapidamente dare un supporto diagnostico.
Ma la verità decretata da test anticorpali e nel caso della mia pratica da test di elettroagopuntura sec Voll, di diagnostica differenziale ed esclusione, va convalidata da una adeguata terapia che sia in grado di determinare una vicariazione regressiva, ed un ripristino delle fisiologiche condizioni di salute e di equilibrio.
Terapia:
Deve sfiammare la parete intestinale cronicamente colpita, stimolare la crescita di un epitelio intestinale sano forte e competente, mirare a ricolonizzare il viscere con una equilibrata flora batterica, stimolare adeguate difese immuni ed eliminare il problema dei gonfiori. Di conseguenza con un po’ di tempo e pazienza vedremo scomparire tutta una serie di disturbi che neanche immaginavamo essere legati al glutine e che invece erano attribuiti ad altro.
E’ fondamentale in questo senso modificare completamente la dieta del paziente, ma non è sufficiente in questa fase eliminare le sole farinacee ricche di glutine come il frumento, l’avena, il kamut, il farro o l’orzo, ma bisogna anche provvedere a creare un’ alimentazione che dia equilibrio, carboidrati sostitutivi a sufficienza, provvedendo inoltre, ad eleminare altri cibi infiammanti o che siano causa di intolleranza alimentare.
Ancora una volta amatevi, sperimentate ….e se le cose non migliorano, beh, sapete dove trovarmi!

 

 

 

Ci sono 2 commenti

  1. Antonini Antonella scrive:

    Ciao Ivano ho sofferto tantissimo di colon irritabile,avevo il dolore all’altezza dello Swadistan,sentivo anche il cambiamento del tempo,anche un’arrabbiatura mi faceva male!Avevo eliminato tutte le verdure come piselli fagioli fagiolini,gli agrumi caffè,andavo in erboristria per farmi curare!Con la meditazione ho risolto parecchio il problema,da un paio di mesi ho eliminato il pane perchè ogni volta che lo mangiavo avevo la pancia gonfia e non stavo bene,l’ho sostituito con il pan biscotto e mi trovo bene!Se hai dei consigli da darmi sono ben accetti. Grazie mille. Antonella

  2. Ivano Ferri scrive:

    Ciao Antonella, direi che hai trovato la soluzione da sola e mi sembra validissima.

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